« Torna agli articoli Il Judo e le fasce d’età

29 Settembre 2018 | Sergio Marchioni

Care famiglie,

è per noi molto importante trasmettere ai ragazzi e a voi genitori la passione e la ragione che ci guida all’insegnamento di questa disciplina sportiva chiamata Judo. Per rendervi consapevoli dello Sport che avete scelto per i vostri figli e del metodo utilizzato e condiviso da tutti gli insegnanti della Polisportiva Nippon – settore Judo – cercheremo in modo abbastanza rapido di darvi delle indicazioni che possano aiutarvi a comprendere la finalità dei giochi ed esercizi proposti. 
Il Judo nasce come disciplina educativa basato su tre fondamentali principi: 
Reinokokoro: Spirito del Rispetto
Jitakyoei: Insieme per Crescere
Se ryoku Zen Yo: Miglior impiego dell’Energia

È importantissimo che durante le lezioni i gruppi siano omogenei per età, ma eterogenei per grado in quanto è proprio in questo modo che riusciamo a responsabilizzare i ragazzi più grandi, che indossando una cintura di grado superiore dovranno essere un esempio sia dal punto di vista tecnico che comportamentale per i più piccoli di grado, e per i piccoli stessi che potranno quindi avere fiducia oltre che prendere esempio dai gradi più elevati. 
Ovviamente gli insegnanti dal punto di vista tecnico lavoreranno in modo differente in base al grado, considerando che non in tutte le lezioni la parte tecnica sarà il focus in quanto la base motoria e la coordinazione saranno inserite e parte importante di ogni lezione.
Logicamente anche il programma di judo sarà differente in base al colore della cintura, come potrete poi notare durante gli esami per il passaggio di grado nel mese di maggio/giugno. 

Polisportiva Nippon ha 5 anni di vita ma gli insegnanti operano in questo settore dal 2001 e per una scelta condivisa da circa 2 anni, in tutti i corsi di judo oltre all’ insegnante saranno sempre presenti uno o due assistenti, proprio per rendere più semplice il monitoraggio del livello di apprendimento e per la suddivisione delle spiegazioni delle tecniche. 

Il confronto durante la fase di allenamento dinamica (randori) sarà più proficuo se i ragazzi si abitueranno a confrontarsi con i bambini e ragazzi più grandi e più piccoli, più pesanti o meno pesanti, etc etc. 

Il principio dell’ adattabilità insito nel Judo (la parola Judo in giapponese significa proprio via dell’adattabilità) verrà maggiormente sviluppato se i ragazzi si abitueranno a confrontarsi non solo con i loro amici, ma con tutti i ragazzi specialmente quelli che conoscono meno.

Il metodo educativo che viene utilizzato si ispira ad una corrente psicologica chiamata “Nudge” o “Spinta Gentile”, che cerca di portare i ragazzi ad agire in modo conforme alle richieste fatte dagli insegnanti rinforzando positivamente tutto ciò che essi fanno, volontariamente o meno in modo consono alla richiesta (si comporta “bene”) ed evitando o dando poco peso agli atteggiamenti non conformi (si comporta “male”), entro i limiti del rispetto verso i compagni e verso il gruppo. Trmite questo metodo i comportamenti acquisiti all’interno della palestra sono trasmissibili in altri contesti in quanto il bambino si rende conto che rispettando tali regole anche in altri ambienti verrà gratificato. 

Speriamo di non avervi rubato troppo tempo e di essere riusciti, anche se solo parzialmente rendervi consapevoli della scelta che avete fatto per i vostri ragazzi. 

Buona giornata e buona stagione sportiva.

Salvatore Cesareo e Sergio Marchioni, responsabili dell’Associazione Sportiva Dilettantistica di Promozione Sociale Polisportiva Nippon

+Copia link